venerdì 1 giugno 2012
I have a dream...
lunedì 28 maggio 2012
Italiani: siete delle merde
martedì 1 maggio 2012
"Il Lavoro Fascista" è online
lunedì 30 aprile 2012
Il comizio di Lassandro a Santeramo
domenica 29 aprile 2012
Sergio, non ti abbiamo dimenticato
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All’istituto tecnico Molinari, in V° J il professore di lettere assegna ai ragazzi, tra gli altri, un tema di attualità.
Sergio Ramelli, che frequenta da due mesi la sede del Fronte della gioventù, non ha dubbi: parla delle Brigate rosse. Scrive che il primo delitto dei brigatisti è stato compiuto contro due missini, scrive che le Br sono un pericolo per la democrazia, scrive che Mazzola e Giralucci, purtroppo, sono ricordati come delle vittime solo dai loro compagni di partito, che i brigatisti non sono un pugno di romantici rivoluzionari, ma un’organizzazione manovrata.
Per anni su quel pezzo di muro si sono combattute grandi battaglie simboliche: prima i manifesti con le minacce, poi la guerra dei fiori e delle scritte, e addirittura una battaglia per i sacchi di immondizia che un portiere del condominio di fronte si ostinava a depositare proprio lì davanti, malgrado i cassonetti a pochi passi più in giù. Un giorno, gli amici di Sergio gli spiegarono che o sceglieva un altro posto per depositarli, o si sarebbe ritrovato i rifiuti in guardiola: cosa che puntualmente accadde, dopo l’ennesima sfida.
mercoledì 25 aprile 2012
Lutto nazionale
Non festeggiamo la perduta sovranità dell'Italia in favore di puttane, ebrei e massoni.
Non festeggiamo le migliaia e migliaia di italiani uccisi e trucidati da banditi che si credevano soldati.
Non festeggiamo i criminali che spacciano per una loro guerra l'invasione della Patria da parte degli anglo-americani, fatta per farci diventare quello che siamo: una colonia.
Onore ai nostri ragazzi che non si arresero, che andarono volontariamente a crepare per dimostrare che l'Italia non era fatta solo di partigiani e massoni. E - permettetecelo - un po' di Onore anche a noi, che non ci arrendiamo ancora.
martedì 17 aprile 2012
Ausiliaria Giovanna Deiana: presente!
E’ deceduta la Presidente Nazionale dell’Associazione Culturale S.A.F. Ausiliaria del Corso FIAMMA Giovanna Deiana. Cieca di Guerra, decorata di Medaglia d’Argento al Valor Civile, nonostante la sua grave menomazione fisica richiese direttamente al Duce l’autorizzazione a partecipare al Corso Ausiliarie, autorizzazione concessa con il plauso e l’elegio del Capo della RSI. Durante il servizio nei Centri di ascolto contraerea e anche nel lungo dopoguerra, le pupille spente di Giovanna sono state la luce di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla e di apprezzarla per le sue elevate doti morali. Il suo amore per l’Italia e la sua fede fascista sono state una costante di tutta la sua esistenza. Per tutta la Comunità dei Combattenti della RSI la sua dipartita rappresenta una dolorosissima perdita.
AUSILIARIA GIOVANNA DEIANA: PRESENTE !
mercoledì 11 aprile 2012
Don Mazzi ma vai a fanc.....!
Diciamo la verità: fino ad un certo punto Don Mazzi era anche sopportabile. Certamente, spesso e volentieri modaiolo, ben appollaiato nei salotti del dolore che non esitano a fare i processi giudiziari davanti alle telecamere e a mostrare mammine piagnucolose, sempre ben stravaccato nelle poltrone che contano, quelle da prima serata che garantiscono il record di ascolti. Sempre presente, sempre pronto a dispensare le sue perle di saggezza, che potrebbero anche essere sopportabili, visto il servizio sociale che l’uomo ha ricoperto per anni, salvando molti giovani dall’alcol, dalla violenza e dalla strada. Sempre ben appollaiato con i nomi importanti della politica e della cultura italiana radical-chic.
Ci sono cose che si risolvono solo con un vaffanculo. L’ultima uscita di Don Mazzi è una tra queste. E tanti saluti al prete. Ché non ti viene nemmeno voglia di rispondergli, di argomentare qualcosa che non sia un sonoro vaffanculo. Perché cos’altro potresti mai dire ad uno che pubblicamente (dalle prime pagine dello squallidissimo pezzo di carta straccia denominato “Chi?” – il nostro don non si fa mancare proprio nulla di nulla: se c’è un microfono o una telecamera è tutto grasso che cola, per lui!) dichiara: “Basta soldi per salvare cani! Noi salviamo vite umane... Mando avanti quaranta strutture in tutta Italia e sei nel mondo. Quest’anno i bilanci piangono. Abbiamo debiti per 2 milioni di euro, perché i servizi pubblici, che dovrebbero aiutarci, non ci pagano dal 2004. Dicono che non ci sono soldi. Si va avanti grazie ai finanziamenti dei privati. Mi verrebbe voglia di mollare tutto, ma la fede mi dà forza per continuare”. Don Mazzi batte cassa, insomma, e spara la solita stronzata enorme del “Non spendiamo soldi per gli animali ma per gli uomini” che manda fuori di testa chiunque sia dotato di un minimo di intelligenza e sensibilità, e continua ad illudersi, come noi, che il cuore umano sia così grande e così capace da poter accogliere tutti i tipi di amore, incluso quello per gli animali, il quale spesso e volentieri ripaga molto più di quello per gli uomini, provare per credere.
Del resto non è che ci si possa aspettare grande amore animalista da un cattolico: sappiamo bene che le tre religioni principali, ebraismo, cristianesimo e islam – tranne qualche lodevole eccezione come San Francesco d’Assisi – hanno massacrato milioni di animali fin dalla loro nascita, e continuano tuttora. Del resto non fu proprio Gesù che, per festeggiare nell’ultima cena, mandò a sgozzare l’agnellino nel tempio-mattatoio?
Nessuno impone a Don Mazzi di spendere i suoi soldi e il suo tempo nei confronti degli animali. Ma se nessuno si permette di dire a lui quello che deve fare, dovrebbe smetterla di dare lezioni a tutti gli altri con quell’aria da saccente. Esiste anche una legge italiana – ma forse il Don Mazzi tra una apparizione da Mara Venier e una da Giletti deve essersene dimenticato – che impone di soccorrere gli animali feriti o in difficoltà. Se proprio il prete radical-chic deve fare i conti in tasca a qualcuno perché non li fa ai politici italiani? Oppure ai suoi superiori, che non hanno certo da invidiare il conto in banca di nessuno?
Continueremo a spendere le nostre energie e i nostri soldi come meglio crediamo, e continueremo a pensare che sia mille volte meglio salvare un cane con la leishmaniosi che cercare di redimere un assassino, un delinquente o un farabutto.
Apprezziamo Don Mazzi per quello che fa e per quello che ha fatto. Ma la smetta di dirci come ci dobbiamo comportare con le nostre energie e con i nostri soldi. Comincia a diventare ridicolo, oltre che fastidioso.
sabato 7 aprile 2012
venerdì 6 aprile 2012
Quale è il limite?
Se qualcuno nutriva dei dubbi riguardo alla vera natura delle Nazioni Unite e della Corte Penale Internazionale come strumento di controllo e di repressione della innominabile lobby, sarà costretto definitivamente a ricredersi. Questo ci auguriamo, perlomeno.
La Corte Penale Internazionale ha infatti stabilito espressamente che “non indagherà sui crimini commessi da Israele nell’offensiva contro Gaza (operazione “Piombo Fuso” del 2008/2009) perché” – udite udite! – la Palestina non è uno Stato o, quantomeno, non è riconosciuta come Stato da gran parte dei membri ONU.
Il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman ha dichiarato espressamente: “Non molti sanno quanto lavoro è stato profuso a questo scopo. Il Ministro degli Esteri israeliano ha lavorato alacramente e silenziosamente a questo scopo”.
Non facciamo alcuna fatica a credere a Lieberman. Sappiamo bene che un ufficio del Ministero Israeliano è presente in ogni luogo di potere che conti di tutta l’Europa. E sappiamo bene cosa significa per i sionisti lavorare alacremente e silenziosamente: mettere in moto quella lobby innominabile e potentissima, che ha ramificazioni in ogni ministero, in ogni sottosegretariato, in ogni loggia, in ogni sinagoga, in ogni ufficio stampa, il cui potere è ben superiore a quanto comunemente si creda.
A causa di questo potere le 1400 vittime dell’operazione Piombo Fuso, in gran parte bambini, non troveranno alcuna giustizia.
La domanda è: quale è la linea di confine? Quale è il limite che uno Stato-pirata come Israele deve superare perché si possa finalmente urlare un forte e deciso “Adesso basta!”? Israele è l’unico Stato del mondo che nel 2012, sotto gli occhi del mondo, porta avanti una deliberata politica di sterminio e di contenimento di crescita della popolazione palestinese, questo sterminio, questo si!, storicamente dimostrato e dimostrabile! È l’unico Stato che gode di un apparato di potere, come scrivevamo prima, che non ha praticamente eguali in tutto il mondo, essendo infiltrato come un cancro, come un pericolosissimo tumore che non conosce cura, in ogni organismo di potere o di controllo. È l’unico Stato che mai e poi mai verrà chiamato a rendere conto dei propri crimini e che disattende arrogantemente decine e decine di risoluzioni ONU il quale, sempre in mano all’innominabile lobby, si guarda bene dal far rispettare.
Che cosa state aspettando a dire “Basta!”? Tra qualche decina di anni, noi speriamo molto prima, quando i vostri figli o i vostri nipoti vi verranno a chiedere dove eravate mentre sotto i vostri occhi si compiva l’olocausto, non potrete dire di non sapere. Nel 2012 non è più una scusa accettabile. Se sapete e tacete, allora siete complici.

